Il ristorante

L’evoluzione della mia cucina attraversa il tempo e i ricordi: un percorso iniziato con un’interpretazione del catering personale e rigorosa e che oggi si concretizza nell’unicità dei piatti che propongo.

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ristorante & sala: una cosa sola

Abbiamo individuato nella navata dell’Oratorio del Crocifisso l’opportunità di creare un ambiente condiviso per sala e cucina. Grazie a questa soluzione offriamo ai nostri ospiti un’esperienza a tutto tondo, franca, coinvolgente.

L’Oratorio del Crocifisso fu edificato alla fine del 1500 sulla Via Giulia, a Tortona. Al termine della seconda guerra mondiale fu sconsacrato e il grande crocifisso che dominava l’altare principale fu trasferito all’entrata del Santuario della Madonna della Guardia.

L’architettura rimanda alle forme classiche convenzionali dell’epoca: unica navata e coro absidale internamente curvo ed esternamente rettilineo. La volta a botte poggia sulle cornici in rilievo che caratterizzano la trabeazione e si sviluppano su tutto il perimetro, motivata da campiture circolari di diversa ampiezza.

Il menù

È il menù stesso a scandire il ritmo. In apertura, l’immediatezza: assaggi semplici e divertenti. A seguire, il territorio: piccole proposte che rimandano alle tradizioni locali. Quindi, i piatti del giorno, che variano a seconda della stagionalità e della disponibilità degli ingredienti, perché ispirati quotidianamente dai colori e dai profumi dei banchi del mercato.
A chiudere: dolce poco dolce.
Il menù della domenica è un brunch italiano, con buffet salati e dolci e la possibilità di ordinare un piatto alla carta.

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gelato di montebore

Insalatina, ribes, lamponi, boccioli di papavero in carpione, petali di rosa e gelato di Montebore.

patatine & cavolfiore

Piccole patate ripiene, polvere di cavolfiore, bucce di patate fritte.

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cioccolato & lampone

Cioccolato in 3 consistenze: liquido, spumoso e gelato. Lampone in 3 interpretazioni: gelatina, granita e fresco.

agnolotti

Piccoli agnolotti ripieni di brasato, conditi con fondo di brasato e gocce di Barbera.

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La mia cucina

Ricerco una cucina misurata che sprigioni contrasti di sapori ed eleganza visiva. Una cucina di gesti semplici, lontani da eccessi e manierismi eppure capace di imprimere un segno deciso nella memoria sensoriale.

La mia cucina interpreta con consapevolezza le materie prime, osservando e conservando la peculiarità di ogni elemento in gioco e in questo modo divenendo pura essenza.

Nei profumi e nei sapori sprigionati dai miei piatti riecheggiano intatte le emozioni legate ai miei ricordi d’infanzia: con amore le propongo ai miei ospiti.

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la brigata di cucina & l’attenzione per il recupero

Interpreto la mia cucina con passione, certa che il lavoro possa costituire un traino per la formazione e la crescita dei giovani studenti locali. Un impegno civico nato dall’importanza di tramandare il rispetto per il territorio e il frutto dell’esperienza acquisita nel tempo.

Nell’ottica di un percorso di formazione a 360° la mia brigata di cucina si alterna al personale di sala, così che l’iter lavorativo nel suo complesso venga assimilato e compreso nella sua interezza. Inoltre in questo modo i miei ospiti ricevono informazioni puntuali e tecnicamente corrette riguardo la preparazione dei piatti.

Romantica e al contempo pratica, sono portavoce di una filosofia che si fonda sulla necessità di interpretare ogni ingrediente al pieno delle sue potenzialità. Questo significa, nel rispetto di un’etica legata alla qualità che resta cardine e pilastro del mio agire, scomporre la struttura primaria di ogni alimento non appena arriva nella mia cucina e reinterpretare gli elementi che ne ricavo, proponendo ciascuno come ingrediente a sé, dotato di una dignità propria e di un valore unico.

Questo approccio rende ciò che potrebbe apparire povero, essenziale, e ciò che potrebbe apparire scarno, liberato di ciò che non è sostanziale. È un modo di recuperare già alla fonte quello che a un occhio disattento potrebbe apparire inutile.